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Amiga
Classic: Storia di una Rivoluzione Dimenticata
Amiga
New Age: A West Chester, intanto...
La storia non sarebbe
finita così. Come ben saprete, le idee non si vendono da sole, e necessitano
di un solido marketing, specialità nella quale il CEO della Commodore,
Irving Gould di certo non brillava, rasentando la stupidità tantissime
volte.
Infatti era così tirchio, ma così tirchio, che rilasciò il 1000 con appena
256k di ram per risparmiare qualche dollaro. Però a sua parziale discolpa
c'è da considerare che all'epoca la Commodore non era dotata di un budget
invidiabile, anzi. Dopo aver spopolato con il C=64, e aver parzialmente
fallito con il C=128, la Commodore aveva bisogno di una idea e di un nuovo
prodotto, e Lorraine sembrava la giusta idea. Dopotutto loro avevano costruito
il PET, poi il Vic - 20, e il famoso C=64...
Lasciato con un palmo
di naso Tramiel, che riceveva, dopo la cacciata da parte di Gould, l'ennesimo
schiaffo morale, i dancing fools lavorarnono alacremente per completare
il famoso A1000. Mancava davvero pochissimo, e nel 1985, eccolo, era pronto.
Fecero le cose in
grande: il suo lancio fu presentato come un grande show, con luci, suoni,
e presentato da noti uomini dello spettacolo, persino al teatro dell'Opera
di Francoforte.
E più che gli effetti
speciali, fu il piccolo 1000 a stupirli. In un case compatto, bellissimo
esteticamente, il chipset Amiga tirava fuori le unghie. 4096 colori, simulatanei
sullo schermo, schermi stessi multipli, suono stereo a 4 canali. E tutti
si rifutarono di credere ai loro occhi quando videro una palla, a scacchi
rossi e bianchi, rimbalzare su una stanza ottenuta con quadrettature,
e sentire i suoi colpi sul pavimento e sulle pareti. Amumentava e diminuiva
la sua velocità in tempo reale, senza colpo fierire. Nel 1985, Lettore,
il Mac era in bianco e nero, a enormi lunghezze dal 1000, e il Personal
Computer compatibile IBM era monocromatico e riusciva al massimo a emettere
qualche triste beep.
Troppo veloce, troppo potente, non ha senso... ecco i commenti. Un potenziale
enorme, effetti video in tempi brevissimi a un costo abbordabile.
Le Major informatiche
iniziarono a tremare, quasi: qualcosa di grosso era nato. Ma mentre Mical,
Miner, Finkel e Sessenrath si godevano il loro trionfo, Gould scrutava
dubbioso il suo portafoglio, e qualcuno tramava nell'ombra..
No, non Tramiel.
Ormai aveva accusato il colpo, e stava allestendo la serie ST, con la
quale avrebbe voluto schiacciare la C=. Quella serie di computer creò
nella fine degli anni 80' una scissone nel mercato, Amighisti contro Atariani.
E gli Amighisti sono il punto di forza di Amiga, che gli hanno permesso
di vivere nonostante la sua storia, tra le più travagliate e sofferte
mai sentite. Purtroppo queste vicende, oltre a far danni enormi alla piattaforma
Gli esiti di questi gravi sbagli, non intenzionali o voluti che siano,
saranno drammatici.
Appena la Commodore
ebbe Lorraine, qualcosa si ruppe.
Dall'alto decisero di licenziare in tronco, periodicamente l'intero corpo
dei progettisti, riformandolo con fatica, spesso con personale proveniente
da altri settori, tagliando i fondi dedicati allo sviluppo, facendoli
lavorare duramente a progetti poi ridotti per motivi meramente commerciali,
ed infine.. licenziarli.
Il 1000 già subì
il primo affronto: nacque con 256kb di ram, troppo poco per essere usato
proficuamente, e, i rivenditori Commodore misero loro una "toppa" alla
falla, fornendolo già espanso. Pensate che con la SideCar, poteva mutarsi
in un vero PC, pur essendo un Amiga. Ma di questo, e le sue meravigliose
caratteristiche, ai manager C= importava ben poco.
Infatti, il degno sostituto dell'Amiga 1000 averebbe dovuto essere una
workstion basata sul MC68020 e con sostanziali migliorie al chipset grafico.
Invece, fu sostituito dall'A500 e A2000.
Per molti, troppi,
l'Amiga per antonomasia è il 500, un grande successo per la Commodore,
che apportò molto denaro nelle tasche dei manager, e, di contro, un po'
meno al reparto di Wester Chester, che non se la passava bene. Era, sotto
sotto, il 1000 in una tastiera portabile, economico, e potente. E, come
ho già narrato, fu successo immediato: l potenza del chipset OCS venne
sfruttata prevalentemente per i videogiochi, da qui la leggenda che Amiga
è buona solo per giocare, chissà perchè diffusa in Italia.
Negli States, invece il 2000 è la macchina per il montaggio, effetti e
produzione video per eccellenza, vero killer delle costosissime centraline
per il montaggio non lineare e blasonate sistemistiche dedicate, in Germania
è ancora l'home computer che rivaleggia con i PC, da noi, poco più di
una Playstation ante litteram. Ma da questo ingombrante passato, naquero
i cracker, gli sprotettori di programmi, che poi divennero "Scener", autori
delle demo, quei bellissimi videoclip renderizzati in tempo reale che
tutt'ora sono il vanto della piattaforma. Anzi, meglio, gli Utenti sono
il vero vanto, che con la loro conoscenza tecnica hanno sopperito alle
falle della gestione fallimentare della Commodore.
Gould, infatti, non comprese mai la straordinaria rivoluzione che gli
era passata tra le mani. Il suo vero limite fu il pensare in piccolo,
al realizzo immediato, al guadagno istantaneo, e nella mancanza di coraggio
nell'intraprendere azioni commerciali e di sviluppo d'ampio respiro. Riciclava
sempre le stesse idee, tecniche, materiali, proprio per questo motivo.
Investire nello sviluppo il meno possibile, e anche nel marketing. La
macchina, si sarebbe venduta da sola, e non faceva parte dei piani il
suo incremento di potenza, poichè sarebbe equivalso ad un incremento proporzionale
di costo al produttore.
Senza considerare alcune sconsiderate scelte di politiche aziendali, come
il focalizzarsi sui modelli PC IBM compatibili, per i quali Gould nutriva
un'attenzione maniacale, e, soprattutto, il mantenimento in vita dei vecchi
e stanchi C=64 e C=128, vestiti come Amiga e mantenuti in vita artificialmente
fino al 1990 in tutte le salse (dal 128D con 1571 integrata nel case al
C=64G, brutta consolle a cartucce basata sul VIC II e 8501), con uno spreco
notevole di risorse e danaro, che se investiti proficuamente nella serie
Amiga avrebbe potuto mettere davvero le ali al nostro sfortunato elaboratore.
Così si spiega la genesi dell'economico A2000, montato come il suo erede
A4000 in un case studiato e progettato per la serie PC Compatibili Commodore,
sempre per ridurre i costi, e lo straordinario successo del 500, che diventò
ben presto un best seller grazie alle doti multimediali, impiegate colpevolmente
solo ed esclusivamenbe per i videogiochi. E fu proprio la cavalcata vincente
a spingere, secondo i maligni, Mr. Irving a ritardare il più possibile
la commercializzazione dell'AmigaOS 2.x (le versioni sperimentali 1.4
furono solo rilasciate internamente a West Chester), proprio perchè le
sostanziali modifiche alla Gui e al kickstart (nel 1989 interfaccia grafica
tridimensionale, con un sistema flessivo per le icone, feature tutt'ora
ineguagliata tranne che per pochi casi, come BeOS), avrebbero potuto essere
incompatibili con la sterminata produzione di giochi che rendeva il parco
software del 500 (e di riflesso A2000) particolarmente appetibile ai ragazzi,
veri target dell'operazione.
Altri ancora più esacerbati verso il manager C=, arrivarono a supporre
che ci fosse un calcolo preciso nella crescente pirateria che toglieva
preziose risorse alle case produttrici, ma che agevolava la diffusione
degli esemplari di Amiga in ogni casa.
Questo ebbe come conseguenza immediata lo spopolare di case software dedicate
solo ed esclusivament al mercato del videogames, e alla diffusione, per
conciliare tempi e costi, di tecniche di programmazione "sporca" che accedevano
a bassissimo livello all'hardware e alle routine del kicktasrt. Ma, anzichè
rispondere fermamente con specifiche rigorose, colpevolmente preferirono
assecondare il fenomeno, vincolando gravemente lo sviluppo a legacci e
briglie di compatibilità. L'essere nato da zero, vantaggio enorme, veniva
così vanificato e annullato per vndere solo qualche centinaia d'unità
in più Gould, successivmente si fece da parte, e fu rimpiazzato da Medhi
Alì, che in breve fece rimpiangere le imprese del suo predecessore. Era
un tipo totalmente diverso, un uomo d'affari che credeva solo nelle cifre
e nel profitto facile. Si circondò in breve di una folta rete di uomini
fidati ai quali affidò la gestione delle varie branche della Commodore.
Divenne tristemente famoso per i molti progetti cancelllati, magari solo
per ingraziarsi quella major o quel fornitore.
Al contrario di Gould, Alì comprese davvero cos'era Amiga, ma non gliene
importò mai nulla. I suoi intenti erano di guadagnare il massimo per lui,
a scapito della qualità e della funzionalità. Infatti iniziò un campagna
di licenziamenti a catena, non più focalizzata solo nei bistrattati settori
di ricerca e sviluppo, ma anche nel fondamentale reparto vendite e assistenza
post-vendita, appaltò grossi lotti produttivi a oscure ditte orientali,
con relativo calo qualitativo. Licenziò a terzi prodotti già realizzati
e stoccati per poter lucrare sulle royalties, lasciò cadere join venture
e proposte di sviluppo fra terzi, come la Sun, e, in capo a cinque sofferti
anni, mise in ginocchio il colosso dai piedi d'argilla tedesco, gettandola
in liquidazione volontaria nel 1994, permettendogli di incamerare altro
denaro, per lui e per il management Commodore.
Ormai sembrava finita,
la Commodore era nella tomba, e Lorraine sembrava seguire la matrigna.
e aver visto sul lastrico centinaia di progettisti e tecnici, nella seconda
parte del 1994, ci sarà una vittima: il povero Jay Miner non resisterà
al dolore di vedere il suo sogno in liquidazione e il suo cuore, già provato
dalle notti insonni e dagli incredibili sbagli di Gould, e le criminali
cessazioni di Medhi Alì, si fermerà all'indomani della liquidazione della
gloriosa azienda teutonica.
Il rischio era enorme. Tutta l'esperienza maturata dagli user group, le
caratteristiche di personalizzazione spinta della piattaforma, e, il flessibile
sistema di programmazione ARexx, in grado di mettere in intercomunicazione
qualsiasi software, implementare caratteristiche nuove senza dover per
questo modificare una singola linea di codice del software, oltre che
alla gui più intuitiva mai vista, rischiavano di cadere nel vuoto, insieme
alle enormi conoscenze in mano agli utenti, nonostante la pessima condotta
della Commodore, che non ha mai rilasciato liberamente documentazione
vitale.
Ma ancora una volta, il principe tornò, a cavallo della Village Tronic,
che salvò da morte certa il sistema operativo più rivoluzionario mai visto.
Ma, la comunità Amiga non stette a guardare, e un gigantesco macchinario
cominciò a muoversi. Nacque il progetto AROS, Amiga Repleace (poi Research)
Operating System, un sostituto di AmigaOS portabile, iniziarono a formarsi
user group sempre più organizzati, che si coordinarono con i gruppi d'utenza
storica, tutto fu tentato tramite Fidonet e posta elettronica per mantenere
coesa la comunità.
Finchè, la ESCOM, grosso produttore tedesco di computer, acquisto le macerie
Commodore, e adottò la povera Lorraine...
E il bravo Ruocco,
ne parla approfonditamente.
Consiglio vivamente di leggerla, narra della caduta e del primo colpo
d'ali, la Escom del buon Manfred e Amiga Tecnologies di Petro Tyschtschenko.
Sbagliarono anche loro, e molto.
Ma riuscirono a presentare il Walker, un prototipo. Leggerete anche questo.
La storia si interrompe a metà, con la Viscorp che perde consistenza,
oltre che Sesserath, e Petro alla disperata ricerca di un investitore.
Lo troveranno, e la storia continua.
L'aquisizione da
parte della Gateway, il tentativo del visionario Collas, tanto inventivo
e determinato da sembrare Miner redivivo, ma nulla è più bello di come
la piattaforma sia stata sostenuta a noi. Vi racconterò anche di questo,
è tra le cose più belle dell'informatica. L'umanità è sempre stata la
caratteristica della nostra piattaforma.
E stavolta io l'ho
vissuta con i mie occhi, e l'ho udita con le mie orecchie. Io ero presente
a Empoli, coordino un user group Amiga, ho visto Petro piangere a Empoli,
nel 1999, per gli sviluppi della situazione, ma poi, recentemente, l'ho
visto sorridere.
Perchè, dopo tante
parole e promesse, qualcosa di notevole sta nascendo. Una nuova killer
application, un nuovo sistema AmigaOS che è rivoluzionario come il suo
predessore, ma con stavolta in più la spinta di una comunità d'utenti
coordinata e coesa, in grado di fornire assistenza tecnica qualificata
e produrre software di elevtissima caratura, a costi economici, e soprattutto,
una straordinaria vitalità e voglia di riscatto accompagnano l'idea rivoluzionaria
del nuovo Amiga, che sa di poter ripetere le imprese del passato, senza
pagare più lo scotto di un management incapace.
Perchè il passato insegna, ma il futuro appare luminosissimo.
Continua...
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